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Come il controllo elettronico degli accessi può difendere dal Coronavirus

Come il controllo elettronico degli accessi può difendere dal Coronavirus

controllo elettronico degli accessi

Nelle aziende si è posta ormai da un anno la necessità di disporre del controllo elettronico degli accessi. Abbiamo dovuto per forze di causa maggiore rimodulare comportamenti e abitudini, sia in campo strettamente personale che lavorativo. Per questo ogni realtà aziendale ha messo in atto ogni protocollo necessario ad arginare il più possibile la diffusione del Coronavirus. 

Con l’evoluzione della pandemia, ci si trova di fronte al bisogno di mettere in atto regole stringenti che riducano al massimo il rischio di contagio da Covid-19. Non solo dunque distanziamento sociale e tanto buon senso, ma anche un adeguato sistema di controllo degli accessi che sia strettamente aderente alle norme vigenti. 

Il controllo elettronico degli accessi tra sicurezza, comfort e libertà di movimento 

Al controllo elettronico degli accessi afferiscono tutta una serie di terminali accessi, controller e lettori che hanno lo scopo di semplificare la gestione del personale dipendente. Questi device aiutano a prevenire il diffondersi del Coronavirus, garantendo un perfetto equilibrio operativo tra sicurezza, comfort e libertà di movimento. 

Tra le più importanti misure aziendali messe in atto vi sono la regolamentazione degli ingressi in azienda, laddove non tutti lavorino in smart-working. Il controllo della temperaturaattraverso un termoscanner professionale è attualmente una pratica imprescindibile. 

In seconda istanza, sarà opportuno dotarsi di opportuni terminali accessi per la rilevazione presenze del personale dipendente.
Questi device rivelano tutta la loro importanza nel contrastare la diffusione del Coronavirus nelle misura in cui viene effettuato un reale controllo elettronico degli accessiSi tratta di sistemi ultra tecnologici in grado di identificare i soggetti anche quando indossano occhiali da vista, occhiali da sole e mascherine. Includono inoltre il riconoscimento dell’iride, un sistema di identificazione biometrica più efficace rispetto ad altri in determinate situazioni, ad esempio se si portano dei guanti o le impronte digitali sono usurate.